
Caro Tahar Ben Jelloun
Caro Tahar Ben Jelloun, leggo oggi, sabato 29 gennaio 2011, a pagina 5 del quotidiano Il Resto del Carlino di Bologna, una tua intervista che porta la firma del giornalista Giovanni Serafini, a proposito delle rivolte popolari che stanno infiammando l'Egitto e l'Algeria, la Tunisia e lo Yemen. Il titolo dell'articolo è " Non chiamatele rivoluzioni. E' la collera degli affamati". Sono d'accordo, con te, caro Tahar Ben Jelloun: è la fame, la sacrosanta fame che muove la rabbia della gente e merita rispetto. E la tua analisi sulla situazione sociale del Maghreb sarebbe perfetta, caro Tahar Ben Jelloun, se non fosse che a un certo punto mi appari come un bugiardo e questo mi fa arrabbiare molto, caro Tahar Ben Jelloun, perché gli scrittori come te dovrebbero illuminare le menti invece che offuscarle, e perché alcuni tuoi libri li ho letti e amati molto. Alla domanda sulla situazione sociale del Marocco del giornalista Serafini " E il Marocco, che è il suo paese di nascita?", tu dai questa risposta" Il Marocco è tranquillo: c'è progresso sociale, crescita democratica, libertà di espressione. Ci sarebbero problemi se governasse ancora Hassan II: con il nuovo re, Mohammed VI, tutto è cambiato". Ma come fai a dire che il Marocco è tranquillo, se solo l'8 novembre 2010 è stata repressa nel sangue la rivolta pacifica di oltre 200.000 sahrawi accampati per protesta a sud di El Ajoun, a Gdeim Izik, in quello che è stato chiamato Il campo della dignità, dove si erano riuniti a protestare pacificamente contro le loro condizioni di vita, i loro diritti non rispettati e la mancanza di un lavoro? E cosa mi dici delle rivolte dei pescatori di Sidi Ifni, anche queste represse nel sangue? Loro non sono sahrawi, ma marocchini. E riguardo al progresso sociale, cosa intendi? Non c'è a mio avviso progresso sociale dove non c'è rispetto dei diritti umani. E soprattutto, come fai a dire che in Marocco c'è libertà di espressione se ai giornalisti non è permesso di raccontare ciò che accade realmente in Marocco? Vorrei ricordarti che le redazioni di due giornali come Le Journal Hebdomadaire e Nichane sono state chiuse. La verità caro Tahar Ben Jelloun è che del tuo Paese tu racconti solo ciò che fa piacere al tuo Re, il quale si comporta esattamente come Hassan II, ma in modo meno evidente. Tu però dovresti saperlo. Anche la Francia, il Paese in cui vivi, lo sa, ma siccome condivide col Marocco interessi economici sul Sahara Occidentale, pone il veto sia all'Onu che all'Unione Europea quando si tratta di andare ad indagare sui misfatti del Marocco. Aspetto le tue risposte come se fossi tua figlia, caro Tahar Ben Jelloun. Vorrei che tu scrivessi per me, e per tutti i lettori che ti seguono da anni," La questione sahrawi spiegata a mia figlia", con l'onestà intellettuale che io mi aspetto da un grande scrittore come te.
Ti abbraccio, caro Tahar Ben Jelloun.
Sabrina Giarratana

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